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Marco Rocchi . CAPELLI BIONDI IN EGITTO? 1^ PARTE

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Settembre 28, 2025

Marco Rocchi . CAPELLI BIONDI IN EGITTO? 1^ PARTE

Una nuova ricerca, eseguita dal Dott. Janet Davey del Victorian Institute of Forensic Medicine in Australia, dimostrerebbe che molti antichi abitanti della valle del Nilo, sarebbero stati naturalmente rossi o biondi di capigliatura. Fino ad adesso si tendeva a dimostrare come il colore fulvo/biondo delle chiome di molti personaggi imbalsamati nella terra di Kemet, fosse un prodotto degli effetti provocati dai complessi e lunghi processi necessari all’imbalsamazione del defunto.

Nei rituali di preparazione e sepoltura del cadavere, lunghi fino a 70 giorni, si sottoponeva il corpo ad una forzata disidratazione con l’utilizzo dei Sali di Natron. L’asportazione degli organi interni, il lavaggio del corpo in ogni sua parte, l’unzione con oli, ed appunto l’immersione nei Sali di Natron per 40 giorni, era l’insieme delle azioni necessarie per eliminare ogni traccia di acqua dal corpo ed abbattere la presenza dei batteri responsabili della decomposizione. In un articolo pubblicato sul Sydney Morning Herald, si afferma che il mistero dei capelli biondi e rossi, nell’antico Egitto, può considerarsi ormai risolto. Il Dott. Davey ha eseguito una lunga serie di esperimenti su molti campioni di capelli, con il chimico industriale Alan Elliot. Sono stati prelevati campioni di capelli di vario tipo (grigi, scuri, tinti con Hennè, di uomini e di donne), da 16 diverse persone di età compresa fra i 4 anni ed i 92 anni. I campioni sono stati tutti immersi per la durata di 40 giorni, sotto una coltre di Natron. Al termine del periodo di trattamento, i campioni sono stati analizzati attentamente al microscopio: non presentavano alcuna alterazione, né di colori, né di qualsiasi altra natura. L’idea generale fra gli archeologi è sempre stata quella di pensare che i capelli chiari, in terra di Egitto, fossero una assoluta rarità e che tutti i corpi rinvenuti fino ad adesso, dovessero la colorazione della propria capigliatura, all’effetto dei Sali di Natron.

Una delle mummie più antiche del periodo Predinastico, mai rinvenute prima in terra di Kemet, è la famosa “The Ginger”. “La Rossa”, che risale al 3.500 a.c., fu rinvenuta da Wallis Budge nel deserto di Gebelein alla fine del XIX secolo. Essa è attualmente conservata al British Museum e la colorazione della sua chioma, oltre la sua struttura, suggerisce che un tempo gli antichi egizi fossero molto più alti e più chiari di capelli, di quanto si pensasse fino a quel momento. Quello che toglie ogni dubbio, è il fatto che questa, come altre mummie del periodo del Predinastico, vennero mummificate naturalmente (quindi senza l’ausilio del Natron) sfruttando le alte temperature della sabbia del deserto e la totale mancanza di umidità della necropoli.

Nel dicembre del 2014, la Brigham Young University dello Utah, fa una interessante scoperta nei pressi del lago di El Fayoum. Nei circa trenta anni di scavi, in una necropoli risalente ad un epoca compresa fra il I ed il VII secolo d.c., vengono alla luce circa un milione di sepolture. I corpi risultavano raggruppati per tipologie di colori dei capelli, compresi molti defunti dai capelli rossi e biondi. Una mummia di un uomo di robusta struttura fisica raggiungeva i 2,15 metri di altezza.

CONTINUA..

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