
La caduta del velo: cosa ci mostrano gli Epstein Files
Negli ultimi mesi, il mondo occidentale sta assistendo a quella che potrebbe essere definita come una delle più grandi esposizioni di scandali nella storia moderna. La pubblicazione progressiva dei cosiddetti “Epstein Files” – oltre 3 milioni di documenti che includono email, registri, testimonianze e materiale investigativo – sta sollevando interrogativi fondamentali sulla natura del potere nelle democrazie contemporanee. Non si tratta semplicemente di uno scandalo di cronaca nera, ma di una rivelazione che mette in discussione l’intera architettura del potere globale degli ultimi decenni.
Un sistema di ricatto su scala globale
Jeffrey Epstein non era semplicemente un finanziere miliardario con tendenze depravate. Le evidenze emerse dipingono il quadro di un’operazione molto più complessa: un sistema orchestrato di compromissione e ricatto che coinvolgeva politici, imprenditori, membri di famiglie reali, esponenti del mondo dell’intrattenimento e della finanza internazionale.
I documenti rivelano connessioni profonde tra Epstein e servizi di intelligence, in particolare il Mossad israeliano. Ghislaine Maxwell, sua complice principale, era figlia di Robert Maxwell, magnate dei media con comprovati legami con l’intelligence israeliana. Robert Maxwell stesso, ebreo cecoslovacco che aveva cambiato nome e costruito un impero mediatico con fondi di origine misteriosa, è stato descritto nella sua autobiografia come “una super spia di Israele”. È morto in circostanze misteriose, ufficialmente suicida, portando con sé innumerevoli segreti.
Questo elemento trasforma lo scandalo da una sordida vicenda di crimini sessuali in qualcosa di geopoliticamente molto più rilevante: un’operazione finalizzata a controllare le élite occidentali attraverso la compromissione. Il fatto che Epstein filmasse sistematicamente le attività che avvenivano nella sua isola privata e nelle sue residenze non era una perversione personale, ma una strategia deliberata di raccolta di materiale ricattatorio. Dietro ogni specchio delle camere nelle Virgin Islands c’erano telecamere che riprendevano tutto.
Le origini di Epstein: un agente sotto copertura
La biografia di Epstein solleva interrogativi inquietanti. Era un mediocre insegnante di matematica, licenziato dopo un solo anno per scarso rendimento. Eppure, miracolosamente, l’anno successivo si ritrova con milioni di dollari da gestire, grazie a un importante imprenditore della finanza ebraica. In pochi anni passa da insegnante fallito a gestore di miliardi, uno dei più potenti finanzieri d’America.
In un’intervista di 15 ore (di cui solo 2 ore sono state rese pubbliche), Epstein stesso racconta di essere stato “scelto” a 24 anni da David Rockefeller, il capo della Chase Manhattan Bank e erede della dinastia Rockefeller, in quello che descrive come “una specie di cerimonia massonico-satanica” nell’ambito della Commissione Trilaterale. Rockefeller lo portò personalmente in Giappone per il primo grande incontro ufficiale della Commissione, un’organizzazione che riuniva i vertici del potere finanziario e politico di Stati Uniti, Europa e Giappone.
Epstein possedeva sette passaporti falsi e viaggiava per il mondo per conto del Mossad. Non era un “finanziere geniale”, ma un utile strumento nelle mani di chi deteneva il vero potere. Come lui stesso ha ammesso nelle interviste, “capivo i soldi, capivo che il centro di tutto sono le banche, l’usura”. Interrogato sul perché fosse stato scelto, ha risposto candidamente che comprendeva che “la banca è come il cuore e le famiglie sono come il dito. Se sto per morire mi posso tagliare il dito ma non mi posso tagliare il cuore.”
Il coinvolgimento delle élite politiche
Tra i nomi che emergono con maggiore frequenza nei documenti ci sono figure di primissimo piano della politica democratica americana: Bill e Hillary Clinton risultano aver avuto contatti frequenti con Epstein, nonostante i tentativi di minimizzare questi rapporti. Bill Clinton è documentato essere stato sull’aereo privato di Epstein – soprannominato “Lolita Express” – numerose volte, e anche sulla sua isola, contraddicendo le sue dichiarazioni pubbliche in cui affermava di non vedere Epstein da dieci anni.
Ora i coniugi Clinton rischiano addirittura l’incriminazione per essersi rifiutati di presentarsi separatamente al Congresso per testimoniare sui rapporti intercorsi con il finanziere pedofilo. Se incriminati, rischiano un anno di reclusione. La loro giustificazione – che tutto quello che sapevano su Epstein lo avevano già raccontato e che non c’era più nulla da dire – appare ridicola alla luce dei registri di volo e delle numerose testimonianze che documentano rapporti molto più stretti di quanto ammesso.
Ma la rete si estende ben oltre gli Stati Uniti. Peter Mandelson, figura chiave del New Labour britannico e modello per la trasformazione delle socialdemocrazie europee (a cui si sono ispirati i vari Walter Veltroni, il PD e le altre sinistre di tutto il continente), è stato costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di materiale compromettente. Mandelson era l’ideatore del “nuovo Labour Party” di Tony Blair, che aveva tracciato il solco di una nuova sinistra che non guardava più ai diritti dei lavoratori e alle problematiche sociali ed economiche, ma ai diritti individuali e alla lotta alle discriminazioni.
Il governo laborista di Keir Starmer ha dovuto consegnare materiale alla polizia inglese nell’ambito di un’indagine per scoprire se Mandelson abbia passato informazioni governative riservate a Epstein in cambio di presunti pagamenti. In un messaggio, Mandelson sembrava addirittura dire a Epstein che una sua condanna per aver procurato un bambino da destinare alla prostituzione era “ingiusta”.
Membri di case reali europee, in particolare il principe Andrea d’Inghilterra, sono coinvolti in testimonianze dirette. Ma i contatti di Epstein si estendevano ad altre case reali del continente. Il fratello dell’attuale re Carlo, Andrea, è solo il più esposto pubblicamente, ma i documenti suggeriscono una rete molto più ampia.
L’élite finanziaria e tecnologica
Nel mondo della finanza e della tecnologia, emergono i nomi di Bill Gates, che aveva frequentazioni regolari con Epstein anche dopo la sua prima condanna nel 2008. Gates è documentato essere stato presente diverse volte sull’isola di Epstein. In una delle rivelazioni più inquietanti, Gates avrebbe addirittura contagiato di nascosto la propria moglie con malattie veneree contratte durante queste “visite”. Melinda Gates, dopo la separazione, ha definito Epstein “il male personificato”.
Ancora più sconcertante è l’emergere di scambi tra Epstein e Gates riguardo a “scenari pandemici” e al “possibile utilizzo di scenari pandemici per una serie di obiettivi politici”. Questi documenti, alla luce di quanto accaduto con il Covid-19, assumono un significato particolarmente sinistro. Gates era così interessato a questi temi che Epstein gli procurava libri su Bitcoin, mining e criptografia – sistemi di pagamento segreti ideali per chi gestiva attività illecite su scala globale.
Altri nomi eccellenti emergono dai file: Noam Chomsky, il celebre intellettuale di sinistra; Woody Allen, che non ha mai nemmeno rinnegato pubblicamente il suo legame con Epstein; e persino riferimenti indiretti a Elon Musk. Il quadro che emerge è di un sistema in cui praticamente nessuno ai vertici del potere occidentale era estraneo a questa rete.
La dimensione spirituale oscura

Quello che forse è più disturbante nelle rivelazioni è la dimensione rituale di molte delle attività documentate. Non si tratta solo di crimini sessuali, ma di pratiche che diversi osservatori non esitano a definire sataniche. Testimonianze parlano di rituali che coinvolgevano sacrifici, torture e pratiche che vanno ben oltre la semplice depravazione.
Epstein stesso aveva un conto corrente intestato a “Baal”, divinità antica associata a sacrifici umani nella tradizione biblica. Questa non è una coincidenza o un vezzo eccentrico, ma sembra far parte di un sistema di credenze condiviso da una parte dell’élite globalista.
I documenti dell’FBI riportano testimonianze agghiaccianti: immagini che mostravano “morte, abusi fisici e ferite di bambini, torture di bambini”. Il procuratore generale aggiunto Todd Blanche ha confermato l’esistenza di materiale che mostra crimini inimmaginabili. Alcune testimonianze parlano di bambini torturati e uccisi durante quelle che vengono pudicamente chiamate “feste”, ma che erano in realtà rituali.
George Bush Senior, secondo i fascicoli, è stato accusato di aver violentato una vittima maschile mentre questa era sottoposta a un “sacrificio rituale in cui i suoi piedi venivano tagliati con una spada”. La lettura di queste testimonianze è letteralmente insopportabile per una mente normale.
Virginia Giuffre, una delle vittime che è riuscita a liberarsi, ha scritto un libro intitolato “Nobody’s Girl” che è stato definito “un pugno nello stomaco”. Leggere quel libro significa confrontarsi con un condensato di crimini, sevizie e violenze perpetrate su una ragazzina che fanno venire letteralmente male. Come ha commentato un osservatore: “Ti chiedi come si possa arrivare a perpetrare certe feratezze su una persona, figurati su tutte le vittime del caso Epstein.”
Una testimonianza particolarmente dettagliata, pubblicata di recente, parla di una vittima che è stata rapita e portata a Roma, in un sistema di tunnel sotterranei che si estendeva sotto la città del Vaticano. Questa persona racconta di aver visto con i propri occhi rituali in cui venivano ammazzati bambini, veri e propri rituali pedosatanisti di una crudeltà inimmaginabile.
Putin stesso, in diversi discorsi pubblici, ha denunciato queste pratiche. Nel 2013, al Club di Valdai, aveva dichiarato: “Molti paesi euro-atlantici stanno rinegando le loro radici, inclusi i valori cristiani. Stanno attuando politiche che mettono sullo stesso piano la fede in Dio e la fede in Satana. Gli eccessi del politicamente corretto sono giunti al punto che parlano seriamente di ufficializzare l’esistenza di partiti politici il cui obiettivo è la promozione della pedofilia.”
Nel 2022, durante la cerimonia di annessione delle regioni ucraine, Putin ha rincarato: “È una rinuncia a ciò che significa essere umani, è un rovesciamento della fede, dei valori tradizionali. Assomiglia a una religione al contrario e cioè puro satanismo.”
E nel 2023, parlando al Parlamento russo, ha affermato: “Guardate cosa fanno alle loro stesse genti. Distruzione della famiglia, dell’identità culturale e nazionale, perversione e abuso di bambini, inclusa la pedofilia.”
La frase più emblematica è forse quella del marzo 2024: “C’è un desiderio molto forte nelle elite occidentali di congelare l’attuale stato di ingiustizia nelle relazioni internazionali. Hanno passato secoli a riempirsi la pancia di carne umana e le tasche di denaro, ma devono rendersi conto che adesso il ballo dei vampiri sta finendo.”
Non si trattava di metafore. Come ha commentato un analista: “Noi pensavamo che fosse una metafora, sembrava esagerato. Non era una metafora. Abbiamo scoperto che c’erano testimonianze di persone che si mangiavano esseri umani. I peggiori timori, i peggiori sospetti trovano tutte conferma.”
Il controllo finanziario e politico
La connessione tra Epstein e le grandi dinastie finanziarie, in particolare i Rothschild, emerge chiaramente dai documenti. Epstein aveva rapporti stretti con Evelyn de Rothschild e sua moglie Lynn Forester de Rothschild, che lo presentavano come “la persona giusta da conoscere” nell’alta società. Ariane de Rothschild compare nelle email in cui si discute di “opportunità” legate al colpo di stato in Ucraina del 2014.
In una email datata 2014, Epstein scrive ad Ariane de Rothschild commentando le proteste dell’Euromaidan in Ucraina, notando che “lo sconvolgimento in corso in Ucraina dovrebbe fornire molte opportunità”. Questo passaggio è stato ripreso da Kirill Dmitriev, capo del Fondo Sovrano Russo e uomo vicinissimo a Putin, che ha twittato: “La cabala ha beneficiato del colpo di Stato in Ucraina.”
L’Ucraina, secondo le testimonianze emerse, è stata “una grande occasione per fare commercio di organi, per rapire giovani donne e bambini”. Una email menziona addirittura Zelensky in collegamento con Jean-Luc Brunel, talent scout di modelle incriminato in Francia per stupro di minorenni e poi morto “suicida” nella sua cella. Nell’email, qualcuno chiede a Epstein di intervenire per fermare “il traffico di donne e bambini” organizzato da Brunel in Ucraina, chiedendosi perché i media ucraini tacciano sulla questione.
Questo svela il meccanismo attraverso cui funziona il potere reale: non attraverso le istituzioni democratiche visibili, ma attraverso una rete di controllo basata su ricatto, compromissione e affiliazione a circoli ristretti che operano al di fuori di ogni trasparenza.
La filosofia che emerge dalle interviste di Epstein è quella della supremazia assoluta della finanza. Quando gli viene chiesto della crisi del 2008, Epstein risponde senza esitazione che è stato “giusto” sacrificare tutte le famiglie povere e meno abbienti per salvare le banche: “La banca è come il cuore e le famiglie sono come il dito. Se io sto per morire mi posso tagliare il dito ma non mi posso tagliare il cuore.”
Non c’è alcun concetto di economia al servizio dell’uomo, ma solo di uomo al servizio dell’economia – o meglio, della finanza e di chi la controlla.
La cabala e la Commissione Trilaterale
Il reclutamento di Epstein da parte di David Rockefeller nell’ambito della Commissione Trilaterale getta luce su meccanismi di potere raramente visibili al pubblico. La Commissione Trilaterale, fondata negli anni ’70 da Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, era “la prima volta che in pubblico venivano fuori i grandi cospiratori” – quelli della finanza che attraverso il controllo del denaro controllavano tutto il resto, incluse famiglie reali e aristocratiche.
L’obiettivo dichiarato era coordinare le politiche tra Nord America, Europa e Giappone. Ma l’obiettivo implicito, come emerge dalle parole di Epstein, era “contro la Russia”. Il punto focale era “mordere il resto del mondo” dividendolo in tre parti controllate.
Questo spiega anche la carriera di altri personaggi. Robert Maxwell, padre di Ghislaine, fu reclutato durante la Seconda Guerra Mondiale da Frederick van den Heuvel, un aristocratico olandese che era il capo dell’intelligence inglese a Berna. Da Berna si dirigevano tutti i contatti con i nazisti, ed è lì che operava anche Allen Dulles, futuro capo della CIA.
Van den Heuvel prese questo giovane ebreo cecoslovacco e ne fece un agente dell’MI6, il Secret Intelligence Service britannico. A Maxwell venne poi dato il controllo di “giganti dell’editoria”, controllando così alcuni dei media più importanti in Inghilterra e quindi nell’impero anglofono. Dopo la guerra, Maxwell fu mandato a Spandau, il carcere dove era detenuto Rudolf Hess, il vice di Hitler che era volato in Inghilterra durante la guerra per cercare un accordo contro la Russia.
Le connessioni tra nazismo, intelligence britannica, sionismo e la rete Epstein sono molto più profonde di quanto appaia in superficie. Come ha notato un analista: “Quando si dice che viviamo nel quarto Reich, di fatto viviamo con le perversioni che c’erano nel Terzo Reich, con le perversioni portate dallo strapotere assoluto di questi che controllano un giro d’affari pari al PIL del terzo paese del mondo.”
La reazione politica e il silenzio mediatico
Significativo è il fatto che questi documenti siano stati rilasciati durante l’amministrazione Trump, dopo che per anni erano stati tenuti segreti. Trump stesso aveva fatto approvare l’Epstein File Transparency Act già due mesi prima della pubblicazione dei documenti principali, obbligando il Dipartimento di Giustizia a rendere pubblici i materiali.
È lo stesso Trump che nel 2004 aveva denunciato Epstein alle autorità federali e lo aveva bandito definitivamente dal Mar-a-Lago, la sua residenza in Florida. Epstein fu arrestato una prima volta nel 2008 durante l’amministrazione Bush, ma fu incredibilmente liberato durante l’amministrazione Obama con un accordo che molti considerarono scandaloso. Fu arrestato nuovamente nel 2019, durante il primo mandato di Trump, e morì in cella in circostanze misteriose nell’agosto dello stesso anno, ufficialmente “suicida”.
I file dimostrano che, dal 2004 in poi, Epstein cercò attivamente di “creare situazioni per compromettere Trump con offerte di donne, anche minorenni, creando una qualche situazione che potesse fottere Trump”, come vendetta per essere stato denunciato. Trump ha affrontato 12 accuse di stupro di minori legate al caso Epstein: 11 sono state riscontrate prive di fondamento, essendo accuse anonime senza alcun riscontro. La dodicesima è stata ritirata dalla stessa accusatrice quando è emerso che non c’erano prove e che rischiava conseguenze legali per diffamazione.
Eppure, buona parte dei media mainstream ha cercato di coinvolgere anche Trump nello scandalo, basandosi sul fatto che il suo nome compare nei documenti – non come perpetratore di crimini, ma come oggetto di discussione da parte di Epstein e dei suoi contatti, spesso in termini ostili. Molti articoli hanno sottolineato che “il nome di Trump compare 5.000 volte”, senza specificare che compare esattamente come potrebbe comparire nelle email di chiunque discuta di politica americana.
Come ha osservato ironicamente un commentatore: “Il nome di Trump compare esattamente nella stessa misura in cui comparirebbe nelle mail che io mi spedisco con altri giornalisti in cui discutiamo di Trump. Centinaia di volte. Ma né io né loro abbiamo mai avuto rapporti diretti con lui.”
Il silenzio o la minimizzazione mediatica su uno scandalo di questa portata è forse l’aspetto più inquietante. Come può un sistema informativo che si dichiara libero ignorare o marginalizzare rivelazioni che coinvolgono i vertici del potere politico ed economico occidentale?
La risposta è semplice: perché i media stessi fanno parte del sistema I media sono la diga dell’élite. Quando questa diga crollerà, crollerà tutto. Bill Gates, fino a ieri, veniva difeso a reti unificate da tutti i giornali mainstream – RAI, Mediaset, La7, Corriere della Sera, Repubblica. Questi signori sono parte di questo sistema. Nella migliore delle ipotesi sono collaboratori inconsapevoli, stupidi e idioti. Nella peggiore, che è quella prevalente, sono complici consapevoli.
I brogli elettorali del 2020
Parallelamente allo scandalo Epstein, è emersa un’altra notizia “completamente ignorata dai media ma che è una bomba di proporzioni apocalittiche”: le prove definitive di brogli elettorali nelle elezioni presidenziali del 2020.
Nella contea di Fulton, Atlanta, Georgia, sono state sequestrate le schede elettorali. È emerso che almeno 315.000 schede erano irregolari, in quanto non firmate da un dirigente e da due testimoni come prevede la legge. Nonostante fossero illegali, queste schede furono conteggiate come valide. Di queste 315.000 schede, 250.000 erano a favore di Joe Biden.
Biden vinse la Georgia con uno scarto di appena 11.000 voti. Se le schede invalide non fossero state conteggiate, Trump avrebbe vinto per decine di migliaia di voti, cambiando l’esito complessivo delle elezioni.
Come ha commentato un analista: “Esiste la prova provata, il dato oggettivo che afferma che se schede invalide, irregolari, illegali non fossero state conteggiate, la vittoria sarebbe andata a Donald Trump. Questo è ciò che diceva Trump e che veniva negato con sdegno non soltanto dai democratici americani ma da tutti gli antitrumpiani del mondo, i quali ora devono fare i conti con la dimostrazione incontestabile che ad aver ragione era Donald Trump.”
Se è successo in Georgia, è “verosimile che sia successo anche in altri stati swing, e questo verrà acclarato in futuro”. Ma già oggi possiamo dire “senza timore di essere smentiti che le elezioni sono state falsate dai brogli”.
Questo significa che per quattro anni gli Stati Uniti sono stati governati da un presidente non legittimamente eletto, mentre colui che denunciava i brogli veniva trattato come un “narcisista che non accetta la sconfitta” o un “proto-fascista”.
La dimensione italiana: il caso Corona
Anche l’Italia non è immune da queste dinamiche. Il recente caso Corona-Signorini-Mediaset ha aperto uno squarcio su meccanismi simili di controllo attraverso ricatto sessuale e dossieraggio. Fabrizio Corona ha rivelato come Alfonso Signorini sarebbe stato utilizzato da Marina e Pier Silvio Berlusconi per raccogliere materiale compromettente su politici e personalità pubbliche.
Sebbene le modalità e la gravità siano diverse dal caso Epstein, il meccanismo è analogo: utilizzare la compromissione sessuale come strumento di potere e controllo politico. Come è stato notato: “Le parti più interessanti della vicenda Corona sono i risvolti politici, cioè il fatto che presumibilmente Marina Berlusconi e Pier Silvio abbiano utilizzato Alfonso Signorini per dossieraggio e quindi anche per portare avanti tutta una serie di ricatti.” Ma c’è di più. Corona stesso ha fatto riferimento a “trame politiche” dietro le sue rivelazioni, ha mandato messaggi alla Premier Meloni come un pizzino, rivelando chi avrebbe teleguidato lo scandalo che aveva screditato il compagno della Meloni.
Secondo alcuni osservatori, Corona è sempre stato negli ultimi vent’anni al centro di moltissime vicende. Penso che ci siano anche delle trame dietro, presumibilmente politiche, legate alla volontà di fondare un movimento politico, qualcosa che sia forse spalleggiato da qualcuno, che in questo momento sta facendo un favore a un certo tipo di destra, almeno a Meloni.
Il caso italiano, pur nella sua specificità, solleva il velo su un mondo totalmente marcio, incancrenito, che è quello di un certo tipo di televisione che si riverbera in altri ambiti, in cui personaggi famosi fanno leva sul proprio potere per avere in cambio favori sessuali da persone compiacenti.
Le implicazioni geopolitiche
Gli Epstein Files stanno contribuendo a una riconfigurazione geopolitica. La Russia, attraverso funzionari come Kirill Dmitriev, ha utilizzato queste rivelazioni per denunciare quella che Putin ha definito “la cabala” che controlla l’Occidente. Dmitriev, che non è Medvedev (noto per i suoi toni provocatori), ma “uno degli uomini più vicini a Putin con un ruolo diplomatico nei tentativi di mediazione di pace con l’Ucraina”, ha usato esplicitamente il termine “cabala”, riferendosi a “esseri umani che hanno conoscenze sui simboli e sui numeri che consentono di avere scambi energetici con altre entità, con altri mondi




