
Perché il Venezuela?
Una lettera pubblica apparsa sul Dallas Express ha sollevato il velo su dinamiche oscure che collegano il Venezuela, gli Stati Uniti e reti criminali internazionali. Dando finalmente una serie di motivazioni plausibili sulla crescente pressione politica e militare esercitata dall’amministrazione americana sul Venezuela di Nicolas Maduro.
L’autore è Ugo Carvalhal Barios, ex generale tre stelle venezuelano, già direttore dell’intelligence militare e deputato dell’Assemblea Nazionale sotto i regimi di Hugo Chavez e Nicolas Maduro. Attualmente detenuto negli Stati Uniti, Barios ha scelto di rompere il silenzio proprio ora, in un momento di tensione crescente tra l’amministrazione Trump e il governo venezuelano.
Le droghe come arma di guerra
Secondo le rivelazioni dell’ex generale, il governo venezuelano non è semplicemente corrotto, ma si è trasformato in un’organizzazione criminale nota come “Cartello del Sole”. La strategia sarebbe stata suggerita dal regime cubano a Chavez a metà degli anni 2000: utilizzare le droghe come armi contro gli Stati Uniti.
Barios è categorico: le droghe che raggiungono le città americane attraverso nuove rotte non sono incidenti di corruzione o il lavoro di trafficanti indipendenti, ma politiche deliberate coordinate dal regime venezuelano. Il piano è stato eseguito con l’aiuto di FARC, ELN, operativi cubani e persino Hezbollah.
Le carceri venezuelane svuotate
Un capitolo particolarmente inquietante della lettera riguarda la banda criminale Tren de Aragua. Barios racconta di essere stato presente quando furono prese decisioni per organizzare e armare bande criminali in tutto il Venezuela per proteggere il regime.
Chavez ordinò il reclutamento di leader criminali dentro e fuori dalle prigioni per “difendere la rivoluzione” in cambio dell’impunità. Dopo la morte di Chavez, Maduro ha ampliato questa strategia esportando criminalità e caos all’estero per colpire gli esiliati politici venezuelani e ridurre artificialmente le statistiche criminali all’interno del Venezuela.
Quando la politica di frontiere aperte dell’amministrazione Biden è diventata di dominio pubblico, hanno colto l’opportunità di inviare questi operativi negli Stati Uniti. Ora hanno personale obbediente e armato sul suolo americano, con ordini espliciti di continuare con rapimenti, estorsioni e omicidi per finanziare le loro operazioni.
Interferenze elettorali
Le rivelazioni si estendono anche al controspionaggio. Barios riferisce di intelligence russa che ha proposto a Chavez di intercettare i cavi sottomarini di internet che collegano il Sud America ai Caraibi con gli Stati Uniti, allo scopo di penetrare nelle comunicazioni del governo americano.
Particolarmente rilevante è il riferimento a Smartmatic, la tecnologia elettorale nata come strumento del regime venezuelano per mantenersi al potere. Barios afferma con certezza che il sistema può essere alterato e che questa tecnologia è stata successivamente esportata all’estero, compresi gli Stati Uniti.
La pubblicazione di questa lettera è avvenuta in un contesto di pressione crescente sul Venezuela. Trump ha dichiarato guerra al fentanil e alle organizzazioni criminali che operano dal territorio venezuelano.
Curiosamente, subito dopo la pubblicazione della lettera, è emersa la notizia di una “cordiale e rispettosa conversazione” tra Nicolas Maduro e Donald Trump. Il Venezuela ha ricominciato ad accettare i voli di deportazione dei cittadini venezuelani dagli Stati Uniti.
Tutto questo avviene mentre navi della Marina americana mantengono una forte pressione militare al largo delle coste venezuelane, affiancate anche da navi della Marina russa, in un delicato equilibrio geopolitico.
La questione venezuelana si inserisce in una narrativa più ampia che coinvolge il contrasto al traffico di esseri umani, alla pedofilia e alle reti di potere oscure che, secondo varie fonti, avrebbero caratterizzato le precedenti amministrazioni americane.
Non a caso, le rivelazioni sul Venezuela arrivano in concomitanza con l’avanzamento del “Jeffrey Epstein Transparency Act” e con le indagini sui file del 2019 che avevano portato all’arresto di Epstein.
La lettera di Barios non è solo una denuncia del regime venezuelano, ma un avvertimento: “Popolo degli Stati Uniti, non fatevi illusioni sul pericolo rappresentato dal permettere a un’organizzazione narcoterrorista di agire liberamente nei Caraibi e in tutta l’America Latina, facendo tutto il possibile per danneggiare il popolo americano.”
Conclusioni
La questione Venezuela rappresenta uno snodo cruciale nelle politiche dell’amministrazione Trump. Non si tratta semplicemente di interessi economici legati al petrolio, c’è molto di più!
Lo scenario venezuelano si incastra nella battaglia sotterranea che Trump sta portando avanti dal 2017 contro il “deep state” sia interno agli Stati Uniti che esterno, rappresentato dai tentacoli armati ed indipendenti disseminati nel mondo, come ad esempio, espresso in questa lettera, le bande armate e le reti narcotraffico, non più da considerarsi come criminali indipendenti, ma parti di una rete e di un coordinamento a livelli più alti, con finalità di destabilizzazione ed infiltrazione negli stati.
La scelta di permettere a un detenuto degli Stati Uniti di pubblicare una lettera così dettagliata su un quotidiano americano non è casuale. Potrebbe essere sia un giustificativo per future azioni, sia un disvelamento di verità che fino a poco tempo fa rimanevano sepolte sotto strati di omertà e complicità.
Quello che emerge è un quadro complesso dove il Venezuela non è solo un regime autoritario, ma un attore attivo e partecipe in una guerra ibrida che utilizza droghe, bande criminali e spionaggio come armi contro gli Stati Uniti e i suoi cittadini. Esattamente tutto ciò che Donald Trump combatte ed espone dal 2017!
CLICCANDO SULLE IMMAGINI È POSSIBILE VISUALIZZARE LA LETTERA ORIGINALE E LA SUA TRADUZIONE IN ITALIANO:







